Lettera
di protesta al TG1 per l'allarme ingiustificato sui semi di finocchio
Denunciamo
l’ennesimo deprimente spettacolo che il servizio televisivo pubblico ha
offerto ai suoi utenti interpretando e porgendo, ancora una volta, in modo
fazioso e volutamente allarmistico, notizie che correlano a rischi
presunti l’assunzione di sostanze naturali.
Intendiamo riferirci al servizio trasmesso in occasione del TG1 delle ore
20 del 28 marzo u.s., a firma Laura Cason, avente come oggetto le Tisane
al finocchio, durante il quale nel più totale disprezzo delle regole di
una corretta informazione si è asserita la assoluta tossicità delle tisane
a base di semi di finocchio delle quali se ne è sconsigliato l’uso, stante
i presunti rischi per la salute di neonati e donne in gravidanza.
Il servizio in questione, già introdotto dal conduttore di turno, come
esempio di quanto le sostanze naturali possano essere addirittura nocive,
ha presentato in modo strumentale e con interviste a esperti “tagliate” a
tale fine, uno studio volto a valutare i livelli di esposizione all’estragolo
assunto attraverso tisane derivate da semi di finocchio, come una prova
certa della tossicità delle stesse tisane.
Giusto per evidenziare quanto pretestuosa sia stata in questo caso la
presentazione dei fatti, ricordiamo che lo studio in questione non
dimostra in alcun modo la presunta pericolosità delle tisane e che i dati
di tossicità dell’estragolo riferiti nel suddetto studio si riferiscono a
studi condotti sulla sostanza chimica, pura ed isolata e non al estragolo
contenuto naturalmente, insieme a molti altri componenti chimici, in
numerose piante e loro parti così come nei semi di finocchio.
Come più volte dimostrato, l’effetto riferito al singolo componente
chimico di origine sintetica non si riproduce quando lo stesso componente
è naturalmente presente all’interno di un derivato vegetale e questo
proprio in ragione della presenza degli altri componenti di quello che è
definito come il fitocomplesso.
Per quanto riguarda proprio l’estragolo è utile inoltre ricordare che
mentre i ricercatori dell’INRAN ritengono elevata a fini della sicurezza
per il consumatore una concentrazione di 2058 mg/litro, le autorità
sanitarie europee attraverso la normativa relativa agli aromi e ad alcuni
ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti destinati a essere
utilizzati negli e sugli alimenti (Regolamento 1334/2008/CE) ammettono per
questa stessa sostanza, chimicamente pura, una concentrazione di impiego
di ben 5 volte superiore nelle bevande analcoliche (10 mg/kg) e 25 volte
superiore nei prodotti a base di latte.
Con lo stesso principio nessuna precauzione o avvertenza è stata imposta
dalle autorità preposte per l’assunzione di alimenti che contengono
sostanze chimicamente simili all’estragolo.
A fronte di queste considerazioni riteniamo il servizio televisivo del 28
marzo u.s. diffamante per il settore rappresentato, strumentalmente
approssimativo e volutamente fazioso avendo riportato presunte verità
senza averne accertata la veridicità o aver ammesso, come giusto e
corretto sarebbe in questi casi, il confronto ed il contraddittorio con
quanti di questa materia sono realmente esperti.
Anche una sola notizia allarmistica diffusa dai media è in grado di
generare danni incalcolabili, penalizzando ingiustamente, nel caso in
questione, l’intera filiera dei prodotti erboristici, settore economico
importante e significativo soprattutto per il nostro territorio.
Le notizie diffuse dai media raggiungono una moltitudine di persone che
non sempre sono in grado di discernere circa la correttezza o meno delle
stesse e, se mettono in cattiva luce un settore ed i relativi prodotti,
possono determinare gravi danni dei quali i responsabili della diffusione
devono rispondere.
Nel caso in specie, intento di questa lettera è quello di intimare la
possibilità di permettere un’adeguata replica alle informazioni date in
quel servizio e nel contempo di informare che ci riserva di assumere ogni
idonea iniziativa, anche in sede giudiziaria, per ottenere giustizia della
distorta percezione con la quale la notizia in specie è stata offerta ai
telespettatori, nonché il ristoro dei conseguenti danni.
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