Intervento del Presidente Nazionale Maurizio Devasini al Convegno SANA 2011


Il settore Erboristico rappresenta un’eccellenza per il nostro Paese, sia in termini culturali che - soprattutto negli ultimi anni - in termini economici.
La tradizione erboristica italiana ha infatti, origini centenarie, anche grazie al particolare clima cui beneficia il nostro Paese, che si adatta particolarmente alla coltivazione ed alla crescita spontanea di un gran numero di piante officinali.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un grandissimo sviluppo del comparto, dovuto ad una sempre più massiccia richiesta da parte del consumatore di piante officinali e dei loro derivati; ciò anche per l’esigenza di ritrovare un perduto equilibrio con la natura e preservare il benessere fisiologico senza l’utilizzo del farmaco che, per sua natura, ha ben altre funzioni.
Alla crescente richiesta del consumatore, si è parallelamente assistito al crescere del numero delle Aziende che, secondo recentissimi dati forniti dalle CCIAA, si quantificano in 5016 unità.
Ciò ha comportato profondi cambiamenti nella struttura del mercato che da una sfera tipicamente artigianale, anche per le ovvie e necessarie esigenze di sviluppo delle aziende del settore, sta via via assumendo una dimensione industriale.
La connotazione dell’Erborista, quindi oggi, è mutata rispetto al passato, dovendo necessariamente affiancare alle competenze tecniche tipiche della sua professione - che erano sufficienti fine a qualche tempo fa, quando la dimensione del comparto era appunto artigianale - capacità imprenditoriali, che permettano di dipanarsi in un contesto sempre più articolato e complicato, che ormai purtroppo, è il contesto in cui devono confrontarsi tutte le piccole imprese.
Faccio riferimento alla miriade di incombenze (burocratizzazione, fiscalità, credito, ecc.) cui deve fare quotidianamente fronte l’imprenditore, tali e tante da mettere in secondo piano quella che dovrebbe essere la principale preoccupazione di colui che investe fatiche e denari nella Sua azienda, ovvero lo sviluppo e la crescita.
Rispetto al passato, oggi, l’erborista è necessariamente l’IMPRENDITORE e il TECNICO, due interpretazioni un tempo forse scollegate, ma che oggi devono necessariamente convivere.
Ciò comporta, chiaramente, il decuplicarsi delle problematiche con le quali l’Erborista deve confrontarsi.
La normativa in essere, obsoleta ed assolutamente anacronistica rispetto alle attuali condizioni del comparto, sia a livello nazionale che comunitario, certamente rappresenta un grave fardello per il settore, che, alla continua specializzazione e professionalizzazione dell’Erborista ed al costante sviluppo in termini quantitativi e qualitativi della proposta, non ha riscontro in termini di riconoscimento e tutela della figura professionale.
Il rapporto con il mercato e la concorrenza, è una questione spinosa che si è aggravata - per l’Erboristeria - con lo sviluppo del settore.
La crescente domanda ha, infatti, determinato un costante acuirsi della complessità delle logiche di mercato, soprattutto per quanto concerne appunto la crescita costante del numero di competitors e delle diverse metodologie di commercializzazione.
Ormai è diffusissima la vendita di prodotti erboristici all’interno delle farmacie, spesso attraverso l’organizzazione di aree di vendita dedicate, anche in quelle farmacie dove, fino a pochi anni fa, la commercializzazione del fitoderivato non godeva certo della giusta considerazione da parte del Farmacista.
Inoltre, settori commerciali che fino a pochi anni fa erano completamente estranei al settore dell’Erboristeria e nulla avevano a che fare con la commercializzazione di piante officinali e derivati, ad esempio GD e DO, oggi sono organizzati con corner e/o spazi dedicati e propongono al consumatore una gamma articolata.
A ciò si aggiunga lo sviluppo delle parafarmacie, anche all’interno di supermercati.
Da non sottovalutare, infine, la grande diffusione che hanno avuto le vendite on line, che non si limitano alla commercializzazione di linee dedicate, ma si occupano anche della vendita di prodotti normalmente commercializzati all’interno delle erboristerie.
E questa è una delle principali cause del disagio che sta vivendo il settore.
Se originariamente i prodotti commercializzati in farmacia e in erboristeria erano dedicati, cioè venivano commercializzati marchi diversi in funzione del settore dove erano distribuiti, oggi invece troviamo stesso marchio e stesso prodotto in erboristeria, farmacia, supermercato, siti di e-commerce, creando fortissime sperequazioni in termini di possibilità di competizione e capacità di contrattazione per il comparto delle Erboristerie composto per la stragrande maggioranza da microimprese.
E’ facile immaginare, alla luce del panorama delineato, quante e quali ripercussioni si siano abbattute sul settore che, tra l’altro, non è estraneo alla profonda crisi che stiamo attraversando.
E’ fondamentale quindi capire, in un contesto in così forte evoluzione:
- quale è lo stato del settore;
- chi è oggi l’Erborista - ovvero come si colloca all’interno di questo nuovo panorama economico; chi è il consumatore - quali sono le leve che determinano le sue scelte;
- quali sono i prodotti; ma soprattutto chi sarà l’Erborista di domani, quali scelte faranno i consumatori, quali saranno i prodotti commercializzati di conseguenza.
Le analisi di mercato che abbiamo intrapreso, il confronto con gli imprenditori del settore e la necessità di capire quali scelte operare, hanno determinato la necessità di realizzare, prima nel suo genere, una ricerca di mercato basata su criteri scientifici che fotografi lo stato delle cose, ma soprattutto che ci consenta di strutturare scelte in funzione degli sviluppi futuri.
UNERBE In collaborazione con SANA, UNIONCAMERE e SISTE ha quindi richiesto al Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna una ricerca in tal senso.