Nuova etichettatura prodotti alimentari e suo impatto sui prodotti di erboristeria

Dal 13 dicembre 2014 è applicabile nel nostro Paese il Regolamento n. 1169/2013, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. Il Regolamento, che non ha bisogno di recepimento, implicitamente supera le norme con esso incompatibili contenute nel D. Lgs. n. 109/92, contenente le disposizioni con cui era stata recepita e attuata la Direttiva 2000/13/CE, sull’etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari.

 

Occorre ricordare che per "alimento" (o "prodotto alimentare", o "derrata alimentare") il Regolamento CE n. 178/2002, norma che stabilisce a livello comunitario i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, intende “qualsiasi sostanza o prodotto trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato ad essere ingerito, o di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito, da esseri umani”, comprese le bevande e qualsiasi sostanza, compresa l'acqua, intenzionalmente incorporata negli alimenti nel corso della loro produzione, preparazione o trattamento ed esclusi, fra gli altri, i mangimi, i vegetali prima della raccolta, i medicinali ai sensi delle direttive 65/65/CEE e 92/73/CEE, i cosmetici ai sensi della direttiva 76/768/CEE, il tabacco e i prodotti del tabacco ai sensi della direttiva 89/622/CEE, le sostanze stupefacenti o psicotrope. Il prodotto erboristico, che, come è noto, non ha ancora una sua definizione giuridica, rientra ormai pacificamente tra i prodotti considerati a tutti gli effetti “alimenti”.

 

Va poi considerato anche quanto previsto dal D. Lgs. n. 169/2004, che conferisce una particolare connotazione a determinati prodotti alimentari, considerati e definiti “integratori alimentari”, quelli cioè destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare ma non in via esclusiva aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate. Fatto salvo quanto previsto per questi ultimi dall’art. 6 del D. Lgs. n. 169 (che riportiamo, a beneficio di chi legge, in nota alla presente) , occorre qui concentrare l’attenzione sui nuovi contenuti delle informazioni obbligatorie previste per la commercializzazione dei prodotti alimentari in generale, e dunque anche per quei prodotti che comunemente sono chiamati “prodotti erboristici”.

 

Definizioni

Vanno anzitutto evidenziate le principali definizioni adottate dal Regolamento n. 1169:

 

a) «informazioni sugli alimenti»: le informazioni concernenti un alimento e messe a disposizione del consumatore finale mediante un'etichetta, altri materiali di accompagnamento o qualunque altro mezzo, compresi gli strumenti della tecnologia moderna o la comunicazione verbale;

 

b) «informazioni obbligatorie sugli alimenti»: le indicazioni che le disposizioni dell'Unione impongono di fornire al consumatore finale;

 

c) «alimento preimballato»: l'unità di vendita destinata a essere presentata come tale al consumatore finale e alle collettività, costituita da un alimento e dall'imballaggio in cui è stato confezionato prima di essere messo in vendita, avvolta interamente o in parte da tale imballaggio, ma comunque in modo tale che il contenuto non possa essere alterato senza aprire o cambiare l'imballaggio; «alimento preimballato» non comprende gli alimenti imballati nei luoghi di vendita su richiesta del consumatore o preimballati per la vendita diretta;

 

d) «ingrediente»: qualunque sostanza o prodotto, compresi gli aromi, gli additivi e gli enzimi alimentari, e qualunque costituente di un ingrediente composto utilizzato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se sotto forma modificata; i residui non sono considerati come ingredienti;

 

e) «ingrediente composto»: un ingrediente che è esso stesso il prodotto di più ingredienti;

 

f) «etichetta»: qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull'imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna detto imballaggio o contenitore;

 

g) «sostanza nutritiva»: le proteine, i carboidrati, i grassi, le fibre, il sodio, le vitamine e i minerali elencati nell'allegato XIII, parte A, punto 1, del Regolamento n. 1169 e le sostanze che appartengono o sono componenti di una di tali categorie.

 

Responsabilità

Ai sensi dell’art. 8 del Regolamento, l'operatore del settore alimentare (OSA) responsabile delle informazioni sugli alimenti è l'operatore con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto o, se tale operatore non è stabilito nell'Unione, l'importatore nel mercato dell'Unione. Tale operatore assicura la presenza e l'esattezza delle informazioni sugli alimenti, conformemente alla normativa applicabile in materia di informazioni sugli alimenti e ai requisiti delle pertinenti disposizioni nazionali.

 

L’OSA che non può influire sulle informazioni relative agli alimenti, in quanto li riceve dai terzi che li abbiano immessi in commercio assumendosi la responsabilità dell’informazione (parliamo dunque certamente di un commerciante al dettaglio che acquisti il prodotto dal produttore o da un precedente fornitore), non deve fornire alimenti di cui conosce o presume, in base alle informazioni in suo possesso in qualità di professionista, la non conformità alla normativa in materia di informazioni sugli alimenti e ai requisiti delle pertinenti disposizioni nazionali, pena l’applicazione di sanzioni (ancora da individuare, come in seguito si dirà).

 

Elenco delle indicazioni obbligatorie

 

Sui prodotti preimballati (preconfezionati) sono obbligatorie, ai sensi dell’art. 9, le seguenti indicazioni:

 

a) denominazione dell'alimento;

b) elenco degli ingredienti;

c) qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico elencato nell'allegato II del Regolamento (si veda Tabella allegata) o derivato da una sostanza o un prodotto elencato in detto allegato che provochi allergie o intolleranze usato nella fabbricazione o nella preparazione di un alimento e ancora presente nel prodotto finito, anche se in forma alterata;

d) quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti; e) quantità netta dell'alimento;

f) termine minimo di conservazione o data di scadenza;

g) condizioni particolari di conservazione e/o condizioni d'impiego;

h) nome o ragione sociale e indirizzo dell'operatore del settore alimentare responsabile dell’informazione al consumatore (non è obbligatoria la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento);

i) Paese d'origine o luogo di provenienza ove previsto all'articolo 26;

j) istruzioni per l'uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell'alimento;

k) per le bevande che contengono più di 1,2% di alcol in volume, il titolo alcolometrico volumico effettivo;

l) dichiarazione nutrizionale (solo dal 13 dicembre 2016). Va evidenziato quanto previsto però in proposito dal D. Lgs. n. 169 per gli integratori alimentari.

 

Messa a disposizione e posizionamento delle informazioni obbligatorie sugli alimenti

Le informazioni obbligatorie sugli alimenti preimballati appaiono direttamente sull'imballaggio o su un'etichetta ad esso apposta. In particolare, le informazioni obbligatorie sugli alimenti sono apposte in un punto evidente in modo da essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed eventualmente indelebili. Esse non sono in alcun modo nascoste, oscurate, limitate o separate da altre indicazioni scritte o grafiche o altri elementi suscettibili di interferire. Per quanto riguarda le indicazioni relative agli allergeni:

 

a) esse figurano nell'elenco degli ingredienti con un riferimento chiaro alla denominazione della sostanza o del prodotto figurante nell'elenco previsto dall'allegato II al Reg. n. 1169;

b) la denominazione della sostanza o del prodotto figurante nell'allegato II è evidenziata attraverso un tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri ingredienti elencati, per esempio per dimensioni, stile o colore di sfondo;

c) in mancanza di un elenco degli ingredienti, le indicazioni degli allergeni includono il termine «contiene» seguito dalla denominazione della sostanza o del prodotto.

 

Termine minimo di conservazione e data di scadenza

Nel caso di alimenti molto deperibili dal punto di vista microbiologico che potrebbero pertanto costituire, dopo un breve periodo, un pericolo immediato per la salute umana, il termine minimo di conservazione è sostituito dalla data di scadenza. Successivamente alla data di scadenza un alimento è considerato a rischio a norma dell'articolo 14, paragrafi da 2 a 5, del regolamento (CE) n. 178/2002.

 

Condizioni di conservazione o d'uso

Per gli alimenti che richiedono condizioni particolari di conservazione e/o d'uso, tali condizioni devono essere indicate. Per consentire una conservazione o un uso adeguato degli alimenti dopo l'apertura della confezione, devono essere indicate le condizioni di conservazione e/o il periodo di consumo, se del caso.

 

Disposizioni nazionali per gli alimenti non preimballati (o sfusi)

Se gli alimenti sono offerti in vendita al consumatore finale:

 

- senza preimballaggio; oppure

- siano imballati (incartati) sui luoghi di vendita su richiesta del consumatore o generalmente venduti previo frazionamento, anche se originariamente preconfezionati; o, infine

- preimballati (preincartati) per la vendita diretta, ossia preparati prima della vendita in un preincarto (diverso dall’imballo di fabbrica di cui alla definizione offerta supra), a prescindere dalla richiesta del consumatore

 

a) è obbligatoria la fornitura delle indicazioni relative agli allergeni;

b) la fornitura delle altre indicazioni non è obbligatoria, a meno che gli Stati membri adottino disposizioni nazionali che richiedono la fornitura, parziale o totale, di tali indicazioni o loro elementi.

 

Gli Stati membri possono adottare disposizioni nazionali concernenti i mezzi con i quali le indicazioni o loro elementi devono essere resi disponibili ed, eventualmente, la loro forma di espressione e presentazione. E, infatti, il Ministero dello Sviluppo Economico sta lavorando ad un DPCM, modificativo del D. Lgs. n. 109/92, che stabilirà le modalità di indicazione delle informazioni (e quali) sui prodotti non preimballati come sopra individuati.

 

Sanzioni

Le nuove previsioni del Regolamento n. 1169 implicano l’applicazione di specifiche sanzioni, oggetto di un decreto legislativo anch’esso in preparazione presso il MISE, mentre attualmente continuano ad applicarsi le sanzioni del D. Lgs. n. 109, almeno per la parte compatibile con il Regolamento comunitario, secondo uno schema di comparazione che presto il Ministero renderà pubblico probabilmente mediante una circolare esplicativa.

Giuseppe Dell’Aquila

Ufficio Legislativo e Affari Giuridici

 

Allegato II

Sostanze o prodotti che provocano allergie o intolleranze

 

1. Cereali contenenti glutine, vale a dire: grano (farro e grano khorasan), segale, orzo, avena o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati, tranne:

a) sciroppi di glucosio a base di grano, incluso destrosio(*);

b) maltodestrine a base di grano (*);

c) sciroppi di glucosio a base di orzo;

d) cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l'alcol etilico di origine agricola.

 

2. Crostacei e prodotti a base di crostacei.

 

3. Uova e prodotti a base di uova.

 

4. Pesce e prodotti a base di pesce, tranne:

a) gelatina di pesce utilizzata come supporto per preparati di vitamine o carotenoidi;

b) gelatina o colla di pesce utilizzata come chiarificante nella birra e nel vino.

 

5. Arachidi e prodotti a base di arachidi.

 

6. Soia e prodotti a base di soia, tranne:

a) olio e grasso di soia raffinato (*);

b) tocoferoli misti naturali (E306), tocoferolo D-alfa naturale, tocoferolo acetato D-alfa naturale, tocoferolo succinato D-alfa naturale a base di soia;

c) oli vegetali derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di soia;

d) estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di olio vegetale a base di soia.

 

7. Latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio), tranne:

a) siero di latte utilizzato per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l'alcol etilico di origine agricola;

b) lattiolo.

 

8. Frutta a guscio, vale a dire: mandorle (Amygdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci (Juglans regia), noci di acagiù (Anacardium occidentale), noci di pecan [Carya illinoinensis (Wangenh.) K. Koch], noci del Brasile (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci macadamia o noci del Queensland (Macadamia ternifolia), e i loro prodotti, tranne per la frutta a guscio utilizzata per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l'alcol etilico di origine agricola.

 

9. Sedano e prodotti a base di sedano.

 

10. Senape e prodotti a base di senape.

 

11. Semi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo.

 

12. Anidride solforosa e solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/litro in termini di SO 2 totale da calcolarsi per i prodotti così come proposti pronti al consumo o ricostituiti conformemente alle istruzioni dei fabbricanti.

 

13. Lupini e prodotti a base di lupini.

 

14. Molluschi e prodotti a base di molluschi.

 

(*) E i prodotti derivati, nella misura in cui la trasformazione che hanno subito non è suscettibile di elevare il livello di allergenicità valutato dall'Autorità per il prodotto di base da cui sono derivati.